Riflessioni su una decisione che non tutti avrebbero preso

Riflessioni su una decisione che non tutti avrebbero preso

novembre 12, 2015 0 Di Fulvio Agresta

Riguardando le foto sul mio computer per vedere di far spazio e cancellare quelle che non servono o non mi interessano più, mi sono imbattuto nella foto di questo articolo, dove si parla dell’esclusione di quattro giocatori della nazionale italiana di pallavolo dal ritiro prima della World League:

IMG_2122.JPG – Versione 2

Foto di un articolo dell’inserto sportivo de “La Nazione” del13 luglio scorso dove si può capire dal titolo che quattro giocatori della nazionale italiana di pallavolo furono rimandati a casa per motivi disciplinari. Scattai questa foto perché mi attiro’ la notizia e decisi di immortalare l’articolo inerente.

Rileggendo l’articolo mi vennero in mente delle considerazioni che mi sono tornate alla mente “ricascando” in questa foto.

Nella mia vita di sportivo e da non tantissimo anche in quella da dirigente, cerco di immedesimarmi negli atleti, praticando ancora l’attività sportiva, ma cerco di comprendere le decisioni dei vari dirigenti. Io posso capire l’atteggiamento dei giocatori coinvolti, che si sono fatti prendere la mano, in una città come Rio de Janeiro, e hanno sgarrato non rispettando le regole. Ma capisco altresì la decisione che ha preso l’allenatore insieme alla dirigenza di rimandare a casa i quattro azzurri.

Riflettendo sull’accaduto mi sento di poter dire che la dirigenza ha fatto bene; magari per la mia indole avrei scelto una punizione diversa ma nel complesso l’allenatore ha fatto bene. A certi livelli non ti puoi permettere di perdere la concentrazione e una “notte brava” , come hanno passato i quattro esclusi, la fanno perdere velocemente, soprattutto prima di un evento come la World League . Un comportamento del genere può mettere a repentaglio una competizione e anche se si può’ pensare che i giocatori in questione sono stati dei ganzi, a mio avviso hanno mancato di rispetto alla maglia, all’allenatore e ai propri compagni.

Mancanza di rispetto alla maglia: che sia la propria nazionale o una squadra di club ogni giocatore e atleta dovrebbe ricordarsi che è un rappresentante di quella maglia, un ambasciatore. Quando gioca è come se dicesse “io rappresento questi colori, questa società e sono orgoglioso di rappresentarli”, mancando di rispetto è come se si tradissero .

Mancanza di rispetto all’allenatore: si possono anche non condividere le scelte di un allenatore e non accettarle ma l’allenatore va rispettato. Da il suo tempo per la squadra e mancargli di rispetto vorrebbe dire farglielo sprecare quel tempo; allena persone che non lo rispettano? Cosa allena a fare? Non sprecherebbe solo il proprio tempo ma andrebbe sprecato anche il tempo degli stessi atleti.

Mancanza di rispetto ai propri compagni: beh qui si vanno a toccare vari “tasti” che riguardano la stima reciproca, la fiducia e la mancanza di rispetto tra compagni di squadra fa cadere tutto. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo fare tutti la nostra parte, se manca il rispetto reciproco c’è qualcuno che “rema di meno”. Questo è uno dei motivi che all’interno dello spogliatoio si formano gruppetti divisi, e questo lede solo la squadra.

Dopo tutte queste riflessioni mi sento di dire che l’allenatore ha fatto benissimo a escludere i quattro giocatori, anche andando un po’ controtendenza quello che potrebbe essere il sistema sport ma come dice il presidente della mia società: “siamo tutti importanti ma nessuno è indispensabile” , se stai con noi è perché ci vuoi stare, nessuno ti obbliga a rimanere. Forse una massima un po’ troppo assolutista ma che condivido, visto che siamo a fare sport, a divertirsi tramite esso cercando di essere appagati da quello che si fa ma non a perdere tempo.