Sport, senso d’appartenenza e territorio

Sport, senso d’appartenenza e territorio

giugno 3, 2016 0 Di Fulvio Agresta

Iniziando a seguire un po’ la pallavolo femminile quest’anno, come scrissi poco tempo fa in un altro post [ Apprensioni sportive e pallavolo ], ho riscoperto e ho visto che il senso di appartenenza da parte dei tifosi è alto; per l’affetto alla squadra, al territorio e al comune che rappresenta e che in fondo fa da ambasciatrice della popolazione e dei tifosi legati alla squadra e alla società.

Il senso d’appartenenza, a mio parere, va al di là del semplice tifo, è una cosa che sentiamo nostra; sentiamo nostra non perché ci appartenga come proprietà in quanto tale ma rappresenta il territorio, la comunità alla quale fa parte la società e alla quale il sostenitore fa parte. Il senso d’appartenenza ci fa sentire responsabili e orgogliosi di una società; però…

Però come sta accadendo nel campionato di serie A1 di pallavolo femminile, il senso di appartenenza viene un po’ minato. Una notizia che ha fatto un po’ clamore, dal punto di vista dei tifosi, è quella della possibile fusione della società Nordmeccanica Piacenza e la Liu Jo Modena.

Link: notizia sulla fusione tra Nordmeccanica Piacenza e Liujo Modena

Una decisione che, dal punto di vista della dirigenza, può essere del tutto legittima e che può’ essere, indicativamente, anche giusta vista la situazione economica e che può essere una decisione, se pur drastica, risolutoria.

Però una decisione del genere va a minare e, molto probabilmente a indebolire il senso d’appartenenza che hanno i tifosi e le persone che hanno seguito fino ad oggi la squadra di Piacenza, la quale ha sempre rappresentato la loro città; infatti i tifosi hanno reagito duramente alla possibilità di fusione tra le due società:

Link: notizia da sportpiacenza.it

Infatti i tifosi sono amareggiati perché nonostante dopo tutti questi anni fatti di impegno, sacrificio e passione non sono stati minimamente considerati; e anche se è vero che una società sportiva può prendere e andare per la propria strada e con le proprie decisioni ma è anche vero che i sostenitori sono l’anima al seguito di una squadra, di una realtà sportiva.

Ricollegandomi al senso d’appartenenza, nel comunicato i tifosi scrivono testualmente : Noi non tifavamo Nordmeccanica, ma Piacenza”.  Sostenevano la squadra che rappresentava la propria città, che era vanto per loro.

Però non tutte le società si comportano così, infatti la dirigenza del Neruda Volley, in seguito a problematiche economiche legate alla retrocessione dalla seria A1 alla serie A2, non ha deciso di accorparsi ad un’altra società ma di rinunciare alla serie A2 e di ripartire da serie minori, lasciando intatta la propria identità, infatti senso d’appartenenza va di pari passo con il senso di identità. Nel concreto Il Neruda Volley ha rappresentato e rappresenta il comune di Bolzano.

Di seguito la notizia che ha portato alla decisione di rinunciare alla seria A da parte della squadra bolzanina.

Link: Neruda Volley rinuncia alla serie a

Anche se alcune situazioni economiche possono portare a decisioni che minano o distruggono l’identità e il senso d’appartenenza legate ad una società sportiva, in alcuni casi possono essere rafforzate da discutibili decisioni;

per citare due storie interessanti mi collegherò al mondo del calcio, in particolare modo al mondo del calcio inglese.

La prima storia è ambientata a Manchester dove al cambio di proprietà da parte degli allora proprietari inglesi che vennero sostituti dagli attuali proprietari americani un piccolo gruppo di tifosi e sostenitori decisero di non seguire più lo “United” ma presero la decisione di fondare una squadra loro chiamandola “United of Manchester” proprio per mantenere quel senso d’appartenenza e d’immagine che la squadra precedente rappresentava.

La seconda storia è ambientata a Londra e ha come protagonista la squadra del Wimbledon e i suoi tifosi. Nel 2002, come scritto su wikipedia, una commissione della “Football Association” inglese dette il benestare per far trasferire e di ristabilire la sede della squadra a Milton Keynes. Per farla breve, alcuni tifosi decisero di fondare una società, l’ ACF Wimbledon, ripartendo dalla categoria più bassa.

Link: storia del afc wimbledon

Due forme, queste che ho citato, di azionariato popolare che hanno portato alla creazione da parte dei tifosi di due società che hanno comunque portato una rivalutazione del territorio; territorio, e istituzioni, che a volte non se ne stanno li a guardare ma danno man forte alle società in difficoltà: ricollegandomi alla storia del Neruda Volley è notizia di martedì scorso ( primo giugno ) che la provincia darà sostegno alla squadra per poter affrontare il campionato di seria A2.

Al link la notizia ufficiale: aiuto della provincia al Neruda Volley

Non possiamo, soprattutto le istituzioni ma anche le proprietà che le società sono in qualche modo legate al territorio, e sul territorio ci abitano i tifosi, i sostenitori che supportano in un modo o nell’altro la società relativa.

Posso capire tutte le scelte legate ai motivi economici più disparati ma tutto questo è un circuito chiuso, sono figure di uno scenario che sono legate fra loro e credo che sia un danno  per tutti sciogliere questo legame. Infatti ho voluto elencare più esempi perché le soluzioni che si possono prendere sono diverse, molte delle quali dal risvolto positivo. Si parla a volte di fare un passo indietro, oppure di chiedere aiuto alle istituzioni o chiedere aiuto ai tifosi, come l’azionariato popolare; questo è uno strumento molto potente, ma affronterò questo argomento più avanti.

Per ora posso solo augurare il meglio per le società in difficoltà e che venga usato soprattutto il buon senso.

Al prossimo post.

Fulvio

 

Immagine di testata presa dal sito http://www.chiarafrancesconi.it/