100 metros – La storia di Ramon Arroyo Prieto

100 metros – La storia di Ramon Arroyo Prieto

luglio 25, 2017 Non attivi Di Fulvio Agresta

Molte volte veniamo a conoscenza di storie e di personaggi incredibili, di situazioni che sono state superate e ed è stato raggiunto il successo con condizioni di partenza incredibili o quasi impossibili. In questo articolo non parleremo di tutto ciò. Non è stato raggiunto il successo, come accade a molti campioni, ma è comunque stato raggiunto un risultato, è stato conquistato un obiettivo.

Questa che mi appresto a scrivere non è la storia di un atleta eccellente o d’élite ma di un atleta normale, con molte limitazioni e niente di eccezionale.

Ma iniziamo dal principio.

Come sono venuto a conoscenza di “100 metros”

Seguendo tante pagine e tanti link su Facebook sono capitato su un articolo (in spagnolo) che parlava di un film che sarebbe uscito di li a poco intitolato “1oo metros”. Il film è uscito in Spagna il 4 novembre 2016 e quando usci il dvd c’era solo in spagnolo ma i “ragazzi” di Netflix l’hanno caricato sulla piattaforma ed è possibile guardarlo anche in italiano.

Leggendo quest’articolo sulla pagina Facebook “Calella és més” fui incuriosito dal titolo e lessi subito la storia che venne narrata e mi affascinò. Sulla pagina venne descritto con molto entusiasmo questo film.

La pagina che pubblicò l’articolo sul film è la pagina ufficiale del comune di Calella, un comune catalano in provincia di Barcellona, e oltre alla storia in se, mi incuriosì ad approfondire sull’argomento anche questo fatto: perché la pagina ufficiale di un comune, piccolo tra le tante, pubblicizza un film del genere?

Oltre ad essere un’operazione tra sport e territorio, nel film viene citato il suddetto comune per via della gara di IronMan di Barcellona che ospita.

Andando avanti nel tempo e immergendomi nelle ricerche sull’argomento trovai altri articoli che parlavano di questo film e della storia di Ramon Arroyo; le varie proiezioni in anteprima, gli articoli che parlavano dell’ispirazione che ha portato questo personaggio.

Perché ho voluto scrivere questo articolo

Sono sempre stato affascinato dalle storie, di sport, che raccontano di imprese e di persone che ci ricordano che anche noi possiamo fare di più, impegnarci di più anche se ci sono condizioni avverse.

Parliamo di Ramón Arroyo un uomo che nel suo palmares annovera la conclusione di molte gare sulla distanza dei 10 km, 15 mezze maratone, 4 maratone, un mezzo IronMan e un IronMan. Si può ben dedurre che per completare tutte queste gare, oltre ad essere considerati un po’ “i pazzi dello sport”, bisogna avere una dose sufficiente di motivazione, forza fisica e forza mentale; nel caso di Ramon c’è da aggiungere la convivenza di una forma di sclerosi multipla chiamata “recidiva-remittente” :

Nel 2004, a soli 33 anni gli fu diagnosticata questa malattia; la qualità della vita non era delle migliori, una mobilità abbastanza limitata visto che all’epoca erano disponibili solo 3 trattamenti, mentre ora siamo arrivati a sette. Le cose nel tempo sono cambiate, oltre a migliorare le terapie è stato scoperto che ogni volta più investigazioni mostrano che l’attività fisica ha benefici per il trattamento della malattia.

Quando gli fu diagnosticata la malattia quello che fu raccomandato fu il contrario, cioè di rimanere a riposo e si pensava che l’esercizio fisico era controproducente, così dal 2004 al 2008 non gli importava di nulla, finché un giorno poco dopo la nascita del figlio prendendolo in braccio ebbe paura di farlo cadere; non era colpa sua se aveva la sclerosi ma suo figlio non l’aveva e fu allora che cambiò modo di pensare iniziando a pensare a stare bene e in forma il più possibile per la sua famiglia.

Questo articolo, un po’ sul film, un po’ sulla storia di Ramon, è nato perché ispira o almeno dovrebbe ispirarci, non solo nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni.

Ognuno di noi ha delle battaglie, nella vita come nello sport, da affrontare e superare, queste storie sono per non farci mollare, che il nostro obiettivo sia il record del mondo che quello di migliorare di un secondo o di un centimetro.

Conclusioni

Questa storia parla di risultati personali e non certo di vittorie di medaglie o il raggiungimento di posizioni prestigiose ma sicuramente di vincere la battaglia più grande di tutte, quella contro se stessi. Quella di Ramon è sicuramente la storia della vittoria di due battaglie in contemporanea, contro se stesso e contro la sua malattia e questo non può che darci speranza nel continuare a batterci per i nostri obiettivi.

Alla fine sono riuscito a comprarmi il DVD, fortuna che capisco (ancora) lo spagnolo e quindi me lo sono potuto vedere, beh almeno mi sono fatto un’idea più specifica per poi scrivere questo post, scoprendo successivamente che su Netflix c’è anche in italiano.

Il mio consiglio è di vederlo il film anche se poi discosta un po’ da quella che è la storia vera, visto che l’attore interpreta solo una delle gare poi corse nella realtà, ma che comunque rende l’idea dei sacrifici e dei raggiungimenti di Ramon.

 

Fonti

  • http://www.radiocalella.cat/estrena-i-projeccio-especial-a-calella-de-la-pel%C2%B7licula-100-metros/
  • http://www.sportlife.es/comunidad/noticias/articulo/ramon-arroyo-inspiracion-pelicula
  • http://www.esclerosismultiple.com/ramon_arroyo_finaliza_ironman/
  • http://www.radiocalella.cat/estrena-i-projeccio-especial-a-calella-de-la-pel%C2%B7licula-100-metros/
  • http://www.sportlife.es/comunidad/noticias/articulo/ramon-arroyo-inspiracion-pelicula
  • immagine in evidenza presa da https://www.silenzine.com/