Giro d’Italia – pro e contro dell’edizione 2018

Giro d’Italia – pro e contro dell’edizione 2018

dicembre 31, 2017 0 Di Francesco Galardi

Analisi e valutazioni di un Giro 2018 con qualche novità e più di una perplessità.

Circa un mese fa si è svolta la presentazione dell’edizione 101 del Giro D’Italia.
La corsa rosa organizzata da RCS si compone di 21 tappe di cui 2 a cronometro, ben 8 arrivi in salita.

Molte le novità che riguardano Il Giro 2018 ma vediamole nel dettaglio! La più importante ma anche la più criticata sarà la partenza dallo stato di Israele. Per la prima volta infatti nella storia dei grandi giri una corsa partirà fuori dai confini europei. La scelta dello stato mediorientale è dovuta al ricordo di Gino Bartali, Giusto tra le Nazioni. Probabilmente ci sarebbero stati altri modi meno stressanti per i corridori di ricordare Ginettaccio!


La trasferta israeliana sarà composta da 3 tappe: una cronometro dedicata proprio a Gino Bartali della lunghezza di 10km con continui saliscendi e due tappe in linea adatte ai velocisti.

Primo lungo trasferimento (ma non ultimo) per rientrare sul patrio suolo, in Sicilia, dove si svolgeranno 3 tappe di cui le prime due con arrivi adatti a Finisseur (Caltagirone prima e Santa Ninfa – Valle del Belice poi) ed il primo vero arrivo in salita, in parte inedito sull’Etna che vedrà l’arrivo all’osservatorio Astrofisico dopo una salita su strada stretta.

Nuovo trasferimento (in Calabria) e tappa adatta ai velocisti da Pizzo a Praia a Mare.
Il successivo fine settimana (12 – 13 maggio) vedrà due arrivi in salita di tutto rispetto! Il sabato la corsa rosa arriverà a Montevergine di Mercogliano mentre la domenica la tappa da 224 km porterà i corridori da Pesco Sannita al Gran Sasso D’Italia, la montagna Pantani di questa edizione. Salita interminabile di 45 km quella che porta all’arrivo spezzata però da un falsopiano centrale.

Dopo il secondo giorno di riposo riparte la corsa in direzione Nord con la tappa più lunga, ben 239 km, da Penne a Gualdo Tadino con un finale movimentato adatto agli attaccanti.
La tappa successiva sarà corsa nel ricordo di Michele Scarponi, l’aquila di Filottrano. La frazione partirà da Assisi e terminerà a Osimo con alcune salite nella parte iniziale ed alcuni muri dell’entroterra marchigiano.

La tappa successiva dovrebbe essere adatta ai velocisti anche se il circuito dei tre monti nel finale potrebbe mescolare un po’ le carte. La tappa infatti terminerà nel circuito di Imola.

Altro trasferimento per la partenza della tappa Ferrara – Nervesa della Battaglia che dovrebbe concludersi in volata. Nel circuito finale si toccheranno luoghi simbolo della Grande Guerra, di cui nel 2018 ricorrono i 100 anni dalla fine, come il fiume Piave.

Da qui la corsa rosa entra nel vivo con salite mitiche sulle quali è stata scritta la storia del Giro D’Italia.

Sabato 19 il giro si arrampicherà sul più che temibile Zoncolan con una tappa lunga 181km con partenza da San Vito al Tagliamento. Non ci sarà da affrontare solo il mostro friulano(dal versante di Ovaro) ma anche altre 4 salite per niente semplici. Il dislivello totale della tappa sarà di 4400 metri.

La domenica altra giornata dedicata agli scalatori con la tappa Tolmezzo – Sappada che presenta due salite inedite e molto interessanti: Passo Sant’Antonio e Costalissoio con pendenze costantemente superiori al 10%.

Terzo ed ultimo giorno di riposo seguito da una frazione fondamentale: Trento – Rovereto. 50 Km quasi completamente pianeggianti di cronometro individuale. Inutile negarlo, tappa pefetta per i cronoman come Chris Froome che finalmente quest’anno dovrebbe prendere parte alla corsa rosa. Usiamo il condizionale perché la sua recente positività al salbutamolo durante un controlla alla Vuelta potrebbe costargli una squalifica. Non è ben chiaro cosa farà l’UCI e visti i precedenti la situazione non è facilmente decifrabile.
Staremo a vedere e vi aggiorneremo anche se dispiace non vedere un campione come Froome al via del Giro. Probabilmente il Britannico del Team Sky punta all’accoppiata Giro – Tour che manca agli annali dal 1998, anno in cui Marco Pantani vinse i due grandi giri. Ricordiamo tra l’altro che a Froome manca solo il Giro d’Italia per entrare nel ristretto olimpo di atleti che hanno vinto i 3 grandi giri: Giro Vuelta e Tour de France.

Torniamo adesso al percorso con la 17° tappa dedicata al tema del Vino che si svolgerà tra Riva del Garda e Iseo e che dovrebbe essere adatta ai velocisti.

Da qui in poi solo montagne…e che montagne!

Giovedì 24 tappa con arrivo in salita a Prato Nevoso. Percorso pianeggiante fino all’inizio della salita finale.

Venerdi 25 invece tappone interminabile con 4 salite lunghe ed impegnative tra cui la Cima Coppi (vetta più alta del Giro), il Colle delle Finestre con i suoi 9km di sterrato. Verranno affrontati in sequenza: Colle del Lys, Colle delle Finestre, Sestriere e l’arrivo a Bardonecchia(Jaffreu) dopo 7k di salita con pendenza media al 9%.

Sabato 26 ultima tappa di montagna con 4.500 m di dislivello in sole tre salite. Il gruppo muoverà da Susa con un percorso che prevede una prima parte pianeggiante e, dopo aver affrontato l’inedito Col Tsecore, un finale con le ascese di St. Pantaléon e l’ultimo arrivo in salita a Cervinia.

Ed ecco l’ultima novità di questo giro non esente da polemiche: l’arrivo nella splendida cornice del centro storico di Roma. Un trasferimento lungo e non proprio agevole per i corridori che il 27 maggio correranno l’ultima fatica: un circuito di 11,8 km da ripetere 10 volte nel centro della città eterna che toccerà molti siti storici per concludersi sui Fori Imperiali sotto il Colosseo.

Un percorso con molte salite ma con 60 km di cronometro di cui 50 in una sola volta.
Attenderemo di sapere cosa deciderà l’Uci come detto sul caso Froom  ma intanto è una certezza la non partecipazione di Vincenzo Nibali che ha deciso di concentrarsi sul Tour de France e probabilmente sul mondiale di Innsbruck molto adatto alle sue caratteristiche.

Dicevamo di novità importanti come la partenza da Israele e l’arrivo nella stupenda cornice di Roma non esenti da polemiche. La partenza mediorientale è stata scelta evidentemente per motivi economici e non certo per percorsi di particolare rilevanza ciclistica. Tra tutti i modi possibili per onorare Gino Bartali Giusto tra le Nazioni crediamo fermamente ce ne fossero di più comodi anche per i corridori. Ricordiamo che gli atleti si dovranno sobbarcare un lungo trasferimento per tornare in Italia.
Molto bella la scelta di Roma come sede di arrivo ma anche qui la capitale verrà raggiunta dopo l’arrivo di tappa di Cervinia. Un trasferimento così lungo dopo una tappa durissima al termine di 3 settimane di corsa non è proprio il massimo. Anche in passato, per il Giro 2009 (giro del centenario) la corsa rosa terminò nella capitale ma con un percorso “al contrario”. Si parti infatti al nord e si concluse con l’arrivo in salita decisivo sul Vesuvio. Le alternative nel centro Italia sicuramente non mancano per attrezzare due o tre tappe tali da decidere l’esito finale del giro.

Concedeteci invece una piccola polemica finale: chi vi scrive è un toscano appassionato di ciclismo praticamente da quando ha 6 anni e che ha praticato questo sport a livello amatoriale per molti anni. È noto a tutti che la Toscana è terra di ciclismo e sinceramente è una strana sensazione quella di non vedere il giro transitare neanche per un metro qui dove molti grandi del ciclismo sono nati e cresciuti. Sono però sicuro che nel 2019 questa lacuna verrà ampiamente colmata!

Buona stagione ciclistica a tutti!


Fonti:

  • L’immagine di copertina è dal sito http://www.stickybottle.com/
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